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lunedì 2 maggio 2011

Scrittori palermitani, Al Malaussène un ciclo di incontri



Avevano un sogno nel cassetto e questo è diventato un libro di successo, apprezzato anche fuori dalla Sicilia. La casa editrice La Zisa di Palermo dedica ad alcuni dei suoi più apprezzati scrittori un ciclo di incontri incentrati sulle loro opere. Dalla politica alla vita dentro e fuori la città, fino alla scoppiettante comicità e al modus vivendi di una palermitana decisamente particolare.

Gli incontri avranno luogo al circolo Malaussène di Palermo, in piazzetta di Resuttano, 4, a partire dalle 17.30.

Venerdì 6 maggio aprirà il ciclo Ciao, Turin!, di Dora Angela Ruvolo, un intenso e acuto affresco recitato a più voci, a cavallo tra una Palermo solare e un po' hippy e una Torino che diventa luogo dell'anima.

Venerdì 20 maggio sarà la volta della comicità acuta e scoppiettante di Stracchiolitudine, di Anna Mauro, che con acume, ironia e vis polemica dà vita alla signora Franca, stracchiola doc e vera e propria rivelazione.

Il 3 giugno, Sergio Infuso presenterà Un miscelino per Rosa, toccante diario di una Palermo in cui pubblico e privato si fondono in una commovente melodia. Una storia d'amore nel senso più onnicomprensivo del termine, che si innesta in una città piena di fermenti, come la nostra città non troppi anni fa.

Chiude la rassegna, venerdì 10 giugno, Inganno Padano – la vera storia della Lega Nord, libro-rivelazione scritto dai giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano, che getta nuova luce su un fenomeno discusso e mai prima realmente approfondito, come quello leghista.

Un ciclo di incontri da non perdere, moderato da giornalisti, intellettuali e, più in generale, amanti dei bei libri.

www.lazisa.it

martedì 25 gennaio 2011

"Esordienti grandi firme" di Maria Simonetti

Thriller. Romanzi storici. Drammi familiari. Dopo il successo della Avallone, è l'ora delle scrittrici di neanche trent'anni.

(L’Espresso, 14 gennaio 2011)

Effetto Avallone. Dopo il successo della 26enne Silvia, che con il suo primo romanzo "Acciaio" (Rizzoli) ha vinto il premio Campiello Giovani 2010 e lisciato per soli quattro voti lo Strega, si è ufficialmente aperta la caccia all'esordiente. Un libro discusso, "Acciaio", tacciato anche di superficialità e qualunquismo, ma che dall'estate scorsa è saldo in vetta alle classifiche. Tanto da spingere gli editori a cercare nuovi debutti femminili, e di età sempre più giovane.
È la carica delle "sorelline" di Avallone, tutte rigorosamente under 30: puro business o, come giurano gli editor, una scrittura nuova e una spinta creativa finalmente libera da ideologie e gabbie del passato? Non raccontano di sé, del loro primo bacio o di Facebook, le nuove "avallonesse". Sono ragazze ubique e poliglotte che amano girare il mondo, appassionate di storia antica ma attente alla nuova realtà dell'integrazione. Andiamo a conoscerle.
L'esordio più sorprendente è quello di Viola Di Grado, 24 anni di Catania, che in "Settanta acrilico trenta lana" (edizioni e/o) squaderna un interno familiare inquietante. Orfana di padre - è precipitato in un fosso mentre era in macchina avvinghiato all'amante - Camelia vive con la madre a Leeds, Inghilterra, luogo tetrissimo e frigido dove piove e basta. L'appartamento è un set di paranoie e ossessioni: la madre, in pieno disfacimento, non vuole più uscire e fotografa buchi, nei muri come nei cibi o nelle tende, ha smesso di parlare e comunica con la lingua degli sguardi.
Anche lei anoressica verbale, Camelia traduce manuali di istruzione per elettrodomestici e si veste con abiti tagliuzzati, storti, decapitati. Le parole sono più vive delle persone, in questa auto-reclusione che assomiglia alla cantina dove si rinchiude il protagonista di "Io e te"di Niccolò Ammaniti (Einaudi), soprattutto gli ideogrammi cinesi di cui Camelia s'invaghisce quando incontra il ragazzo Wen, che vuole insegnarle la sua lingua. Per gli editor di e/o Viola Di Grado è "dark come Amélie Nothomb e provocante come Elena Ferrante". Paragoni un po' forti per una ventiquattrenne, forse. Ma di certo la scrittura di questa ragazza laureata in lingue orientali a Torino, che ha vissuto tra Cina e Giappone, attrae e cattura: fino alla non scontata conclusione, che assesta un duro colpo a chi pensava che il rapporto tra madre e figlia non fosse poi così morboso.
Di famiglie disastrate parla anche "Le giostre sono per gli scemi" (Rizzoli) con cui debutta Barbara Di Gregorio, 29 anni di Chieti, laurea al Dams di Bologna e tanti lavoretti arrangiati, da lavapiatti a cameriera. Sono per gli scemi, le giostre, perché al bambino Leonardo hanno portato via il padre, figlio di zingari che gira per i lunapark di paese con il suo ottovolante e che un bel giorno non è tornato più. La mamma ha avuto un altro bambino, Chicco, ma anche lei non c'è mai perché passa la notte a sbronzarsi sulle giostre.
La vita quotidiana dei due ragazzini è francamente un pugno nello stomaco, con il piccolo Chicco bulimico e Leonardo che lo rinchiude in camera con due polpette fredde e un grumo di purè: fino al colpo di scena che a metà romanzo cerca di risolvere le cose. Tutt'altro registro è quello scelto da Annalisa Maniscalco, nata a Cefalù 22 anni fa, laureanda in lettere a Roma e residente a Parigi, che ha girato la Normandia in bicicletta e la Scandinavia in treno "e in fin dei conti", si descrive, "sogno, come forse tutti, di tornare a casa". Il suo "Le versioni della mezza noce" (Giulio Perrone Editore) è teatrale e pirandelliano, con tre protagonisti che entrano ed escono in un gioco d'incastri, ognuno spiando e immaginando un pezzetto della vita degli altri da dietro le finestre o attraverso brevi incontri al semaforo e in panetteria: sono la ragazza che voleva essere un'ombra, il ritrattista con l'impermeabile e la donna anziana avvinta alla catenina che porta al collo.
Certo stupisce che temi come la fobia sociale e la maternità malata facciano parte del bagaglio culturale di scrittrici così giovani. Per fortuna, oltre alla passione di scappar via in terre lontane, hanno anche un altro amore in comune: quello per la storia. L'anno scorso si gridò al caso editoriale per l'esordio della diciannovenne Francesca Petrizzo, studentessa di storia a Oxford e vincitrice del premio "Scrittore toscano dell'anno" con "Memorie di una cagna" (Frassinelli), protagonista Elena di Troia e la sua verità. Oggi Dafne Amati, 23 anni di Savona, studi di filosofia a Milano e una biblioteca ricca come quella di un docente universitario, debutta con un progetto ancora più ambizioso: il suo "Rex" (Rizzoli), storia di Romolo e Remo, è solo l'inizio di una trilogia ancora top secret. Esultano alla Rizzoli, che ha pochi titoli storici in catalogo ma è intenzionata, dopo l'exploit di Amati, a inaugurarne una serie. Perché "Rex", pur con una scrittura di genere, avvince: in un Lazio ancestrale e incantato, tra le boscaglie intricate e i tratturi soleggiati di Saturnia Settemonti, il quartier generale dei Quiriti, si snodano le vicende del pastore Remo e del fratello bandito Romolo, destinati a fondare la città che governerà il mondo.
Nella corsa agli emuli di Paolo (Giordano, autore dell'ormai long seller "La solitudine dei numeri primi") e di Silvia (Avallone), vale tutto. Anche dar fondo ai cassetti. Così l'editore Giulio Perrone rilancia la ventiquattrenne Ilaria Rossetti di Lodi, autrice nel 2009 di "Tu che te ne andrai ovunque", storia di integrazione tra l'anima musulmana, con le sue regole e costrizioni, e quella occidentale. Anche qui tre protagonisti spaesati su cui spicca Nicola Ortis, professore che stila elenchi intitolati "Cose che non capisco" ben prima di Fabio Fazio e del suo "Vieni via con me", e che una mattina in classe appicca il fuoco ai libri, sentendosi poi molto meglio. Infine, se Einaudi-Stile Libero sta lavorando all' esordio di Giulia Besa, romana di 21 anni, studentessa di Giurisprudenza di cui uscirà ad aprile "Numero sconosciuto", thriller psicologico tutto giocato a colpi di sms, Longanesi annuncia la nascita della "Patricia Cornwell italiana": è Alessia Gazzola, 27 anni di Messina, anatomopatologa, autrice del legal thriller "L'allieva". Protagonista Alice Allevi: diventerà la nuova Key Scarpetta?

lunedì 17 gennaio 2011

III PREMIO LETTERARIO REGIONALE CITTÀ DI VIAGRANDE


Rivolto a opere di narrativa di autori siciliani editi in tutta Italia
Il bando è aperto, scade il 31 marzo 2011


VIAGRANDE (CT) – Oltre 100 le opere narrative di autori siciliani; 50 le case editrici che hanno partecipato; 9 tra esperti, docenti e giornalisti, i membri della giuria e del comitato scientifico; 6mila euro il montepremi fino ad oggi assegnato ai vincitori delle scorse edizioni, che hanno riscosso grande successo di pubblico, editoria e stampa.
Nato come una scommessa sulla Sicilia e per la Sicilia, pensato e realizzato in una “culla” della tradizione storica e culturale dell’Isola, torna il “Premio letterario regionale Città di Viagrande”: grazie all’impegno e alla passione dell’amministrazione comunale guidata da Venera Cavallaro, con la direzione tecnico-organizzativa di Caterina Muscuso e il patrocinio della Provincia Regionale di Catania, per il terzo anno consecutivo il concorso letterario si conferma un imperdibile appuntamento nell’agenda di scrittori e case editrici.
Sarà data voce alla “sicilitudine”, nell’intento - anche quest’anno – di dare il giusto riconoscimento a una storia letteraria che dai celebri versi del passato continua a vivere nel presente. Dopo aver premiato nomi del calibro di Domenico Seminerio (vincitore della I edizione con “Il manoscritto di Shakespeare” edito Sellerio), del giornalista Salvo Sottile (terzo classificato nel 2010 con il noir “Più scuro di mezzanotte” edito Sperling & Kupfer) e del giovane talento siciliano Giorgio Vasta, vincitore in carica con “Il tempo materiale” – dall’ordito stilistico scabro e convincente, serrato nei dialoghi ed essenziale nelle descrizioni – il Premio chiamerà a raccolta gli autori siciliani di opere di narrativa edite in tutta Italia da marzo 2009 a marzo 2011, scritte in lingua italiana e dotate di codice “ISBN” (International Standard Book Number), il codice numerico utilizzato internazionalmente per la classificazione dei libri. Potranno partecipare opere inviate da autori ed editori, non premiate in altri concorsi sino alla data 31 marzo 2011.
I partecipanti dovranno spedire, entro il 31 marzo 2011, alla segreteria del Premio (Area Servizi Socio-Culturali, via della Regione, 24 - 95029 - Viagrande) cinque copie dell’opera e compilare l’apposita domanda di partecipazione, che è possibile scaricare dai siti www.comune.viagrande.ct.it. e www.i-press.it. La partecipazione è a titolo gratuito.
La Giuria, composta dal sindaco del Comune di Viagrande nella qualità di presidente onorario e da cinque professionisti scelti tra scrittori, giornalisti e studiosi, effettuerà una pre-selezione individuando tra le opere inviate quelle da sottoporre al Comitato tecnico-scientifico, formato da tre docenti dell’Università degli Studi di Catania, che provvederà alla selezione dei vincitori. I componenti della Giuria e del Comitato saranno resi noti in sede di premiazione. Al primo classificato andrà il premio di 1.200 euro; al secondo quello di 1000 euro al terzo classificato 800 euro.
Ulteriori informazioni ai seguenti contatti: tel. 095/ 7901327; fax. 095/7901326; mail: servizi.sociali@comune.viagrande.ct.it. e/o marketing@i-press.it.

lunedì 1 novembre 2010

“Scrittori in scena” di LAURA NOBILE


la Repubblica (28, ottobre 2010)

DUE giorni di incontri con gli scrittori e i critici, concerti, reading e spazi di intrattenimento sotto il segno della diversità, esplorata nelle diverse espressioni linguistica, sociale, politica e culturale. È il filo rosso della terza edizione del Mondello giovani, il festival della letteratura giovane ideato dalla Fondazione Banco di Sicilia. La manifestazione, che dal 2008 affianca il "Premio internazionale Mondello" si rivolge in particolari ai giovani esordienti e quest' anno si snoda tra l' ormai tradizionale sede del Kalhesa di Foro Umberto I, la Feltrinelli e il teatro Biondo. Gli ospiti sono anche stavolta, autori italiani di narrativa, poesia e saggistica, appartenenti ad una fascia d' età che va dai venti ai trent' anni fino a quelli che, in qualche modo, sono considerati i maestri di questa nuova generazione. Si comincia al Kalhesa alle 17 con la proclamazione dei vincitori del concorso ApertaMente, che hanno inviato brevi componimenti poetici via sms ed mms. Durante l' incontro saranno letti alcuni sms e proiettati alcuni degli mms selezionati: presenta l' attrice Stefania Blandeburgo. Si prosegue alle 21 con "Letture differenti", reading di tre giovanissimi scrittori siciliani che leggeranno passi dalle proprio opere sulla diversità: ecco allora Alessandro D' Avenia col suo "Bianca come il latte, rossa come il sangue" (edizioni Mondadori), e poi Guglielmo Dragotta con "Le chimere di Babele" (Il Filo), e Leonardo Stella, autore de "La terza guerra Titanica. Gabriele ed Emanuele" (La Zisa). A seguire, c' è la performance live del gruppo jazz "Emmanuel Chiro & band", composta oltre che dalla vocalist palermitana, da Roberto Brusca al piano, Diego Tarantino al basso, Giuseppe Urso alla batteria e Samuele Davì alla tromba. Domani alle 17 ci si sposta alla libreria Feltrinelli con il talk show dal titolo "Premio Mondello e diversità" e qui la conduttrice Teresa Mannino dialogherà con Carlo Carabba, Roberto Deidier e Luca Giachi, vincitori di passate edizioni del "Mondello". Alle 21 al teatro Biondo si chiude con la serata su "Le diversità/parole & musica", uno show in cui musica e letteratura interagiscono per raccontare lingue e stili differenti dell' universo giovanile. Teresa Mannino intervisterà Michela Murgia, la giovane scrittrice sarda vincitrice del SuperMondello 2010" con "Accabadora" (Einaudi). Al termine c' è il concerto di Lello Analfino con ovvero Lino Costa alla chitarra e Giampiero Risico ai fiati e percussioni .L' ingresso è libero.

lunedì 13 settembre 2010

9° PREMIO CARVER 2011 PER OPERE EDITE


Art 1 - Il Premio Letterario Nazionale Carver è nato come contropremio che supera il mercato dei premi sostenuti dall’editoria elitaria, al fine di promuovere libri di autori italiani. Già definito dalla critica come il Premio Strega o Campiello dei nuovi scrittori, trova pieno appoggio tra i maggiori operatori del settore. Il Premio Carver si differenzia dai premi tradizionali perchè vengono semplicemente premiati i libri a prescindere dal nome dell'autore o dalla casa editrice che ha pubblicato il libro.
Art 2 - Sono ammessi all'esame della giuria lavori editi (quindi pubblicati da una casa editrice) in lingua italiana a tema libero e con numerazione ISBN. Non sono posti limiti di tempo nella pubblicazione.
Art 3 - Al Premio possono partecipare saggisti, scrittori e poeti di tutte le nazionalità e senza limite di età, inviando nei termini stabiliti dal presente regolamento le opere di cui agli articoli successivi.
Art 4 - Il Premio Letterario si articola in tre sezioni: Saggistica, Narrativa e Poesia.
Art 5 - Ogni libro partecipante dovrà pervenire in 3 copie, con allegata nota con indirizzo, numero telefonico e firma dell'autore alla segreteria Premio Carver Prospektiva Rivista Letteraria via Terme di Traiano, 25 - 00053 Civitavecchia (Roma).
Art 6 - Le opere dovranno pervenire alla segreteria del Premio entro il 30 Giugno 2011 (farà fede il timbro postale).
Art 7 - La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro per sezione da versare sul conto corrente postale numero 97638845 intestato a Prospettiva Editrice.
Art 8 - Consistenza del premio: promozione a livello nazionale dei libri vincitori. I libri verranno promossi in un evento che si svolgerà nell'ambito di una fiera dei libri con acquisto di pubblicità sulla stampa. Articoli ed estratti saranno pubblicati sulle riviste Prospektiva e l'Assenzio. I vincitori ed i segnalati riceveranno attestati di merito e libri. Gli elenchi dei vincitori saranno poi inseriti on line nei più importanti siti di letteratura in internet. Il luogo e la consistenza del premio varierà a seconda del tempo di uscita dei risultati e sulle scelte tecniche della segreteria.
Art 9 - Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario ed è presieduta dal Dr. Andrea Giannasi.
Art 10 - La partecipazione al Premio Letterario Nazionale CARVER implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.
Art. 11 - Al premio non possono partecipare i libri editi da Prospettiva editrice.

Segreteria:
Prospektiva Rivista Letteraria
Via Terme di Traiano, 25
00053 Civitavecchia (Roma)
Per ulteriori informazioni
redazione@prospektiva.it

giovedì 9 luglio 2009

LIBRI, DA OGGI IN METRO RACCONTI GRATIS CON CONCORSO 'SUBWAY'

LIBRI, DA OGGI IN METRO RACCONTI GRATIS CON CONCORSO 'SUBWAY'
Parte oggi a Roma la distribuzione gratuita dei libri "Subway - letteratura 2009", manifestazione letteraria giunta alla sua VIII ottava edizione che anche quest'anno ha premiato dodici autori di narrativa e otto poeti pubblicando e distribuendo gratuitamente le loro opere in tutta Italia. Nelle fermate della metro capitolina da oggi e fino 29 al luglio sarà possibile trovare i libretti con le opere vincitrici in degli appositi "Juke box" letterari allestiti per l'occasione. L'iniziativa, rivolta a scrittori esordienti under 35 è stata è presentata oggi alla presenza del presidente di Metropolitana di Roma Roberto Grappelli, degli assessori capitolina alla cultura e alla mobilità, Umberto Croppi e Sergio Marchi, presso il circolo canottieri Tevere Remo. (omniroma.it)

Sesso, denaro e tradimenti un libro fa tremare Facebook

Sesso, bugie e Facebook. L'uomo che sta facendo tremare il social network più famoso del mondo ha la faccia di un ragazzone, i capelli biondi impomatati, l'occhialino che fa intellettuale e un contratto da un milione di dollari. Ma non fidatevi delle apparenze: Ben Mezrich, 40 anni, da Boston, laurea ad Harvard e una decina di bestseller, è un mostro. E non solo di bravura. Sarah Lacy del Washington Post: "La sua deontologia è disgustosa". Brad Stone del New York Times: "Sotto una patina romanzesca maschera la completa insulsaggine del suo reportage". Eppure il suo libro, "The Accidental Billionaires", 227 pagine in uscita il 14 luglio negli Usa per Doubleday, è un successo annunciato. Non bastava il sottotitolo: "La nascita di Facebook: una storia di sesso, denaro, genio e tradimento". Ci s'è messo pure Kevin Spacey: "Forse pensavate di conoscere la storia di Facebook, ma non potete mai aver sentito questa storia". Un vero e proprio lancio per il libro già pronto a diventare film prodotto dallo stesso Spacey e diretto dal David Fincher di "Fight Club" e "Benjamin Button".
D'accordo: la storia dei ragazzini di Harvard, Mark Zuckerberg in testa, diventati miliardari con quel software che, all'inizio, serviva come collante della comunità studentesca, è stranota. Ma allora cos'è che sta facendo arrabbiare i Facebook boys? Sentite come Mezrich racconta la nascita del network a cui duecento milioni di persone nel mondo affidano i segreti più intimi e le immagini più care. "Zuckerberg ed Eduardo Saverin, il suo amico, non erano abbastanza cool per stanare le ragazze più carine del campus nella vita reale - ma nel mondo virtuale, beh, lì non c'era nulla in cui non potessero riuscire. Così cominciarono a coltivare l'idea di un sito che raccogliesse tutte le ragazze di Harvard. Usando le doti di hacker, Mark si infiltrò nel sistema dell'università e scaricò le foto di ammissione di tutte le ragazze. Eduardo lo aiutò a costruire un programma che tenesse in ordine le foto rubate: lo chiamarono FaceSmash, e non faceva altro che far comparire due foto di ragazze sullo schermo. Tu cliccavi su una delle immagini, e un complesso algoritmo cominciava a ordinarle in una classifica di attitudine sexy. Nel giro di due ore l'80 per cento della popolazione maschile della scuola aveva votato, mandando in tilt il sistema informatico di Harvard".
Sesso. Ancora sesso. Volevano entrare nel Final Club, l'associazione più esclusiva. Per rubarne i segreti. Zuckerberg era arrivato perfino ad accovacciarsi sotto il divano di una studentessa per riversare sul web il suo incontro clandestino. Nulla li avrebbe fermati. Del resto alla scuola superiore Mark era già finito in una lista dell'Fbi per essersi infiltrato in un sito governativo. Volevano sfuggire alla nomea di nerds, i ragazzi secchioni. E con i primi quattrini "vivevano una vita selvaggia e da re. Una volta si mangiarono un intero koala sullo yacht dell'amministratore delegato di Sun Microsystems".
Ok, direte: c'è n'è abbastanza. E ci sarà anche da ridere, ma la questione negli States sconvolti dalla crisi dei giornali si sta facendo gravissima. Ovvio che i diretti interessati tendano a smosciare: "Ben Mezrich vuole passare alla letteratura come lo Jackie Collins di Silicon Valley" ha ironizzato con l'inglese Observer il portavoce di Facebook, Elliott Schrage. La questione è più complessa. I libri di Mezrich sono pubblicati sotto la dizione non-fiction. Anche "Bringing Down The House", il bestseller precedente, da cui Hollywood ha tratto il filmone "21", era stato presentato come un reportage: la storia degli studenti del Mit che sbancano i casinò di mezzo mondo grazie a un sofisticatissimo sistema matematico applicato al gioco. Peccato che il Boston Globe con una contro-inchiesta abbia praticamente smontato tutto.
lui, Ben? Forte delle classifiche, e di Hollywood, spiega che stavolta si è limitato a raccogliere il racconto di Eduardo, il compagno d'avventura di Mark. Anche qui: il ragazzo ne ha di risentimento con Zuckerberg, era stato messo alle porte. C'è stata anche una causa, già chiusa, che ora riaprirà sulla scia delle "rivelazioni". Domanda: ma come mai in tutta la ricostruzione la voce mancate è, guarda caso, proprio quella di Zuckerberg? Risposta: "C'era sempre qualcuno che diceva: Mark dovrebbe parlarti, Mark potrebbe chiarirti questo, ma alla fine lui ha deciso di no e ha fatto capire ai suoi collaboratori che era meglio tacessero". Così Mezrich ci ha scritto un romanzo. E l'ha chiamato inchiesta.
(8 luglio 2009)