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venerdì 10 settembre 2010

Le Edizioni La Zisa finaliste al Premio Carver con due titoli


Palermo, 10 settembre 2010 – Le Edizioni La Zisa di Palermo finaliste al prestigioso Premio Carver, edizioni 2010, con due titoli: uno per la sezione di saggistica (“Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano” di Salvatore Badalamenti) e uno per quella di poesia (“Foto senza cornici” di Lorenzo Avola).

Presente da otto anni il Carver, contropremio dell'editoria italiana di qualità, non premia gli editori o i nomi degli autori, ma soltanto i libri. Dopo attenta lettura dei giurati - rigorosamente celati per evitare tirate di maniche - domenica 26 settembre a Civitavecchia presso la sala "Molinari" nella Cittadella della Musica alle ore 17, si conosceranno il libri vincitore di ogni sezione in gara: saggistica, narrativa e poesia.

mercoledì 4 agosto 2010

ELVIRA SELLERIO: ADDIO ALLA 'SIGNORA DELL'EDITORIA'


DAL SODALIZIO CON SCIASCIA AL SUCCESSO DI CAMILLERI (ANSA) - PALERMO, 3 AGO - Era stata soprannominata la 'Signora dell'editoria', un titolo conquistata sul campo dopo anni di battaglie, vittorie e anche qualche sconfitta subita senza pero' mai rassegnarsi. Era una donna dal carattere forte e orgoglioso Elvira Giorgianni Sellerio, 74 anni, morta oggi a Palermo. Un nome legato in maniera indissolubile alla casa editrice fondata nel 1969 insieme al marito, il fotografo Enzo Sellerio. Figlia di un prefetto, prima di sei fratelli, una laurea in Giurisprudenza, visse gli anni della sua appassionata gioventu' in quella Sicilia a cavallo tra gli anni '50 e '60 attraversata dai fermenti culturali del Gruppo '63 che si formo' a Palermo. Un gruppo di intellettuali e scrittori come Alberto Arbasino, Umberto Eco e Michele Perriera che si riunirono in un vecchio albergo a Solunto, appena fuori citta', esprimendo tutta la loro insofferenza per i modelli letterari tradizionali.
Anche Elvira mostro' subito di essere una anticonformista. Fu lei stessa a raccontare il passo che la porto' al prematuro pensionamento dall'Eras, l'ente per la riforma agraria in Sicilia, e a investire i sei milioni di lire della sua liquidazione nella costituzione dell'azienda di famiglia con il marito Enzo. Un sodalizio professionale che coincise con l'inizio della crisi matrimoniale, dopo un amore travolgente: 'Quando l'ho conosciuto avevo 25 anni e lui, che ne aveva tredici piu' di me, era gia' un personaggio importante. Era bellissimo, me ne innamorai subito, ci sposammo dopo appena due anni'. Nel '79 la rottura del matrimonio, dopo la nascita dei figli Olivia e Antonio, porto' alla scissione della casa editrice in due distinte societa'. Enzo si occupo' della sezione dedicata ai libri d'arte e di fotografia; Elvira prese le redini della Sellerio editore, assumendo il ruolo di manager e imprenditrice. Sotto la sua guida la casa editrice palermitana, raffinata e di nicchia, si afferma ben presto sul mercato del libro fino a competere con i colossi dell'editoria. Una scalata che la porta ad ottenere, appena dieci anni dopo, il riconoscimento di Cavaliere del lavoro. Un successo tutto al femminile. Non e' un caso che nella casa editrice lavorino solo donne, a parte il figlio Antonio.
Un successo favorito inizialmente dalla pubblicazione di numeroso opere di Leonardo Sciascia, al quale Elvira Sellerio era legata da un sentimento di profonda stima e amicizia che non fu scalfito nemmeno quando lo scrittore siciliano, poco prima di morire, firmo' un accordo con Adelphi. Un'altra grande scoperta della Sellerio fu lo scrittore Gesualdo Bufalino. Ma il re Mida per la casa editrice palermitana e' stato Andrea Camilleri, un caso letterario che dal '97 tiene i tipi della Sellerio in testa alle classifiche di vendita. Grazie anche a lui Elvira Sellerio era riuscita a superare indenne una serie di problemi finanziari e di disavventure giudiziarie, compresa quella che nel '94 porto' la magistratura, su sollecitazione della Rete di Leoluca Orlando, ad aprire un'inchiesta sui libri acquistati dalla Regione.
Dal '92 al '93 'la Signora dell'editoria' era stata anche consigliere d'amministrazione nella Rai dei professori, poi era tornata ad occuparsi a tempo pieno della sua casa editrice, nelle grandi stanze di via Siracusa. Con il suo solito entusiasmo e la sua energia. Fino all'ultima battaglia contro una malattia che l'ha prima fiaccata e poi sconfitta

Mondadori: tagli al personale per raddoppiare l’utile


di Giovanna Lantini (Il Fatto quotidiano, 30 luglio 2010)

Col contributo di un corposo piano di tagli, la Mondadori raddoppia l’utile. Nonostante i ricavi (762,8 milioni di euro) siano praticamente rimasti fermi a un anno fa (730, 7 milioni di euro), la casa editrice della famiglia Berlusconi ha chiuso il semestre con profitti più che raddoppiati: 15,1 milioni di euro. Il miglioramento è avvenuto in concomitanza con una riduzione del personale che nel semestre ha visto l’uscita di 225 dipendenti, il 6 per cento della forza lavoro del gruppo di fine 2009. Tagli che sono destinati a proseguire. (…)

venerdì 14 maggio 2010

Edizioni La Zisa: da più di vent'anni editori per passione!




La società è stata costituita a Palermo nel 1988, nel periodo di maggior vigore culturale dalla fine degli anni Sessanta in poi. L’intento iniziale dei soci fondatori era quello di recuperare e rendere nuovamente fruibili testi di autori siciliani che avevano avuto una eco nazionale e internazionale, e insieme ad essi di autori stranieri che si erano cimentati su argomenti e vicende siciliane. Vi era, in questo proposito, l’esigenza di riannodare alcuni fili di una presenza meno angusta e provinciale dell’isola, che un certo sicilianismo deteriore aveva spezzato facendola apparire come un corpo separato dal contesto nazionale, europeo e mondiale. Successivamente furono pubblicati alcuni volumi sul fenomeno mafioso cercando di fornire chiavi di lettura inusuali e scientificamente valide, in particolare si ricorda la pubblicazione dell’inedita relazione sulla mafia del corleonese presentata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa alla Commissione nazionale antimafia, che diede una certa notorietà anche in ambito nazionale alla nascente casa editrice. A metà degli anni Novanta l’attività editoriale riscontrò anche il plauso e l’incoraggiamento degli ambienti accademici palermitani, che si tradussero nella pubblicazione di alcuni volumi di affermati studiosi delle diverse discipline. Furono pertanto elaborate nuove collane di storia, sociologia, antropologia, architettura, critica letteraria, economia. Tra gli autori vanno segnalati: l’archeologo Vincenzo Tusa, lo storico Antonio Jannazzo, i sociologi Mario Grasso e Alessandra Dino, l’architetto Giuseppe Esposito Sebbene le Edizioni La Zisa abbiano privilegiato la saggistica, non di rado hanno rivolto il loro interesse alla narrativa, sebbene non siano sempre riusciti a mantenere un livello quanto meno medio-alto della loro offerta culturale. Agli inizi del 2000, alcune difficoltà economiche, dovute in massima parte al fallimento di alcune società di distribuzione, la ristrettezza del mercato siciliano, ed una certa stanchezza dei soci nel continuare una impresa che non riusciva a dare i frutti sperati, hanno posto la parola fine, dopo diciotto anni di attività, ad una esperienza editoriale che pure era riuscita a ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo librario siciliano e nazionale. La società veniva pertanto messa in liquidazione e il suo patrimonio veniva ceduto ad un nuovo gruppo disponibile a raccoglierne l’eredità e a perpetuare e incrementare i programmi e gli intendimenti del marchio La Zisa.
In questi ultimi anni, la società cooperativa La Zisa Comunicazione ha continuato l’avventura editoriale già intrapresa dai fondatori, riscuotendo un buon successo con alcune pubblicazioni come il saggio del giornalista del Sole24Ore, Nino Amadore, “La zona grigia. Professionisti al servizio della mafia”; il dizionario “Le parole della mafia”, la relazione della Commissione parlamentare Antimafia sulla ‘ndrangheta o, ancora, le recenti pubblicazioni di Pompeo Colajanni - Le cospirazioni parallele - e di Girolamo Li Causi -Terra di frontiera- con la prefazione di Oliviero Di Liberto. La Casa Editrice La Zisa si è quindi affermata come tra le più significative realtà editoriali in Sicilia e nello stesso tempo si è affacciata con forza anche sul mercato nazionale ed internazionale attraverso una nuova rete di distribuzione con depositi in molte regioni d’Italia e all’estero.
La casa editrice aderisce e collabora con le associazioni “Addiopizzo” e “Libera” per la divulgazione del binomio sviluppo e legalità quale unico mezzo per contrastare la mentalità mafiosa che da troppo tempo soffoca l’ economia siciliana.