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giovedì 1 ottobre 2009

Premio Sakharov-UE, Sonia Alfano, Saviano, un europeo per la libertà d'espressione.


Bruxelles, 30 settempre 2009 -"Se rischiare la propria vita pur di parlare contro l'oppressione e battersi per le libertà civili, i valori e la giustizia sono requisiti per ricevere il premio Sakharov allora Roberto Saviano ne é più che meritevole." Ha dichiarato Sonia Alfano europarlamentare Idv nel gruppo ALDE, membro della Commissione per le Libertà civili, giustizia e affari interni durante la sua presentazione della candidatura di Roberto Saviano oggi in Parlamento.

“Auspico che quest'anno - ha aggiunto l'europarlamentare Idv - il Parlamento europeo scelga di conferire il premio Sakharov, per la prima volta dalla sua istituzione, ad un cittadino dell'UE perché ahimè ancora nei nostri confini si conoscono le atrocità che ne hanno ispirato l'assegnazione ".

“Soprattutto – ha continuato - per dare speranza ai tanti giovani che meritano un presente ed un futuro diverso, come Monica che mi ha inviato una commovente lettera, diretta a tutto il Parlamento che vorrei condividere con voi”.

“Gentili Onorevoli,

mi chiamo Monica ed ho 13 anni, vivo in Sicilia e sono cresciuta con l´immagine della Sicilia e del Sud Italia perennemente associata alla mafia. In realtà, io la mafia non l´ho mai vista però mi è capitato di sentirne parlare, di guardare film e trasmissioni in tv che parlavano non solo della mafia ma soprattutto delle persone uccise dai mafiosi. Di solito quando qualcuno viene ucciso tutta l´Italia si commuove ma subito dopo i funerali tutti sembrano dimenticare ciò che è accaduto. A scuola una mia professoressa mi ha detto che in Sicilia siamo abituati a queste cose per cui non ci si sorprende più. Io mi chiedo come ci si possa abituare alla cattiveria ed al terrore. Tre anni fa mia madre ha comprato Gomorra, il libro scritto da Saviano; ma io non l’ho letto. Lo scorso anno al cinema ho visto il film ispirato al libro e allora mi sono incuriosita e ho voluto leggere il libro. Sono rimasta molto colpita quando ho saputo che Roberto, dopo aver scritto quel libro è stato per sempre condannato a morte dalla camorra, vive la sua vita nascondendosi e non potrà mai avere una vita normale. Ha 30 anni, ma le uniche persone con cui sta dividendo la sua vita, le sue paure e le sue emozioni sono gli agenti della sua scorta. Mi chiedo come possa essere possibile che a nascondersi debba essere lui e non i mafiosi che vogliono ucciderlo. Spero che voi vogliate non premiare Roberto Saviano, ma dare a noi giovani una speranza ed un segnale forte. Se Saviano vincerà il Sakharov, noi giovani avremo vinto una battaglia straordinaria contro la mafia e per una volta la gabbia nella quale vive Saviano potrà aprirsi per accogliere il grido di speranza di tutti quanti noi. Spero davvero che Saviano possa un giorno vivere tranquillamente e possa avere una vita normale, sposarsi, avere dei figli e anche dei nipoti. Spero che quando sarà anziano potrà accompagnare i suoi nipoti a scuola. Io sono la nipote di uno degli 8 giornalisti uccisi dalla mafia per le sue indagini giornalistiche e non ho mai conosciuto mio nonno. Voi onorevoli in questo momento con la vostra decisione potreste aiutare Saviano ad uscire dall’angolo buio in cui la camorra lo ha costretto a vivere, farlo tornare a sperare e farci sperare che finalmente presto qualcosa possa davvero cambiare”.

giovedì 20 agosto 2009

Bibbia, in uscita "Quello che non capivo" di Bruno Rondini


Roma, 20 AGO (Velino) - Con "Quello che non capivo", Bruno Rondini ci guida in uno dei cammini piu' difficili e straordinari per un cristiano: quello verso il Signore. Con l'adeguatezza di un maestro e la genuinita' di uno studente - si legge nel comunicato di presentazione della casa editrice, La Zisa -, prende per mano il lettore e lo accompagna attraverso le pagine della Bibbia, cercando di illuminare tutti noi su tutto cio' che, forse, "non avevamo ancora capito". L'autore ci apre alla riflessione, in particolare, sulle similitudini del Libro Sacro, spianandoci quella strada affollata di dilemmi, interrogativi irrisolti e interpretazioni incerte, che e' la strada della dottrina biblica. Regalandoci con quest'opera la riscoperta della Parola di Dio, senza intermediari, nuda e diretta, e soprattutto ancora, dopo duemila anni, cosi' attuale. Bruno Rondini e' nato a Marino (Roma) nel 1956 e vive a Pomigliano d'Arco (Napoli). Laureato in Ingegneria, svolge attivita' di progettazione per apparecchi di sollevamento presso la societa' G.C.sPa di cui e' dirigente. Fa parte della Chiesa evangelica apostolica della comunita' di Ponticelli a Napoli.
(com/ban) 201226 AGO 09 NNNN

domenica 26 luglio 2009

Bruno Rondini, VOCI E PRESENZE, La Zisa, pp. 128 euro 9,90


La vita di ogni uomo è segnata da scelte, talune decisive per la formazione intellettuale e spirituale, e altre basilari per la definizione della propria esistenza in quanto individuo inserito in una comunità. Spesso, alla base di queste scelte vi sono delle voci e delle presenze, le une e le altre sia materiali che inconsce, senza le quali la vita stessa sarebbe una landa desolata. Attraverso queste voci e queste presenze, alcune fondamentali altre meno, l’autore ricostruisce, passo passo, le varie tappe del proprio vissuto, dalla nascita sino ai giorni nostri. Sono, queste, i “segni” che lo hanno fatto diventare quello che è.

Bruno Rondini (Marino, 1956), vive a Pomigliano d’Arco (Napoli) dove svolge il suo lavoro di ingegnere in una ditta di apparecchi di sollevamento. Fa parte della Chiesa Evangelica Apostolica della comunità di Ponticelli a Napoli. Con questa casa editrice ha pubblicato Quello che non capivo (2008) e Nancy, tra sacro e profano (2008).

mercoledì 22 luglio 2009

Agostino Focone, "Ieri, oggi e domani", La Zisa, pp 96, euro 10


"Pieno di sottili metafore e di una vena filosofica popolare, Focone riesce ad entusiasmare e sa far ridere nello stesso modo di come sa far piangere e riflettere. Una voce vera della napoletanità che ha trovato, nel corso degli ultimi anni della sua permanenza in Sicilia, nuovi e stimolanti motivi lirici per una narrativa che è già parte del miglior patrimonio letterario"
Marco Colonna

"...una vitalità artistica che non verrà mai meno nel tempo anche se oggi i valori migliori della letteratura sono quasi sempre sottovalutati, se non addirittura calpestati, da una critica molto superficiale".
Franco Boveri - "Controcampo"


Agostino Focone (Ercolano 1921), vive a Palermo dove ha lavorato come funzionario della Fiat.
Ha pubblicato: Nennella (1975); Arrivederci Napule, a beddu core (1976) e Don Ciccio in terra e Pascale in Cielo (1977). Gli sono stati assegnati numerosi premi letterari per la narrativa e la poesia.

giovedì 9 luglio 2009

LIBRI: 'UNA VINCITA MALEDETTA' DI PEPPE STRIANO PREFAZIONE DI PIERGIORGIO DI CARA

LIBRI: 'UNA VINCITA MALEDETTA' DI PEPPE STRIANO PREFAZIONE DI PIERGIORGIO DI CARA

Roma, 4 lug. - (Adnkronos) - E' in libreria "Una vincita maledetta", di Peppe Striano con la prefazione di Piergiorgio Di Cara, secondo il quale il libro e' «Una storia indiavolata come un blues. Strade di fuoco. Ritmi incalzanti. Un noir puro, distillato, come un rhum della migliore marca» .Tre personaggi, tre destini intrecciati, tre vite diverse ma in un qualche modo uguali, spinte sempre oltre i limiti .Fred, un blues-man buon gustaio, Rhum&Nicotina, donne e serate esagerate, che non si fa mancare neanche il brivido estremo della Roulette Russa. Omar, poliziotto sempre "fuori dalle righe", con tanta voglia di riconquistare un rapporto perduto. Sofia, annoiata insegnante di lingue straniere, splendida, inquieta donna alla ricerca spasmodica di "non sa che cosa". Il poliziotto organizza un piano e coinvolge, con l'arma del ricatto, Fred e Sofia nel tentativo di mettere le mani su un grosso bottino, di quelli che cambiano la vita. Ma il destino mescola bene le sue carte: in un susseguirsi di colpi di scena sulle strade di New York e Las Vegas, Fred e Sofia si innamorano e scoprono che Ornar ha teso loro una trappola. Non meno furbi dell'astuto poliziotto, riescono, a loro volta a "fregarlo". Ma il destino beffardo ha in serbo una triste sorpresa anche per loro. Peppe Striano nasce a Napoli nel 1974. Conseguita la maturita', si arruola nella Polizia di Stato e dopo due anni lascia la sua citta' per lavorare alle Scorte in una Palermo in piena rinascita. Chitarrista, cultore del blues e curioso della vita, ha "inseguito" le sue passioni in giro per il mondo. Vive tuttora a Palermo dove e' impegnato da quasi dieci anni in delicate operazioni di polizia investigativa. (Clt/Ct/Adnkronos)